Artrite Reumatoide

L’artrite reumatoide è una malattia cronica infiammatoria che colpisce maggiormente le articolazioni, spesso con carattere evolutivo e distruttivo, ma che può interessare anche altri tessuti dell’organismo con coinvolgimento quindi anche extra-articolare.

L’elemento distintivo della malattia è costituito dalla infiammazione della membrana sinoviale che determina danno alla cartilagine, erosioni ossee, e, in seguito, deformità articolare.


In Italia ha una prevalenza dello 0.7%; la malattia è da 3 a 5 volte più comune nel sesso femminile rispetto a quello maschile mentre, nella popolazione anziana è ugualmente distribuita tra maschi e femmine.

Sul perché insorga l’artrite reumatoide non ci sono al momento ipotesi conclusive; quella più accreditata prevede che la malattia si sviluppi quando un individuo geneticamente predisposto entri in contatto con un antigene scatenante (non ancora conosciuto). Tale incontro determinerebbe un’attivazione del sistema immunitario che, attraverso una serie complessa di eventi, porterebbe allo sviluppo di un processo infiammatorio acuto e successivamente al suo automantenimento e cronicizzazione. In un soggetto normale l’antigene sarà eliminato e non si avrà malattia o si avrà una malattia lieve e di breve durata, in un soggetto predisposto il processo invece non si spegne e si avrà una risposta infiammatoria duratura.

Perché la malattia si sviluppi è necessario, pertanto, che le tre componenti, predisposizione genetica, stimolo antigenico e sistema immunitario interagiscano tra loro.

L’esordio della malattia è variabile. Può esordire in maniera lenta e graduale con sintomi aspecifici come malessere generale, astenia, anoressia, febbricola ed dolore articolare, a cui successivamente si associa dolore e tumefazione articolare con rigidità mattutina.

L’interessamento articolare è simmetrico e centripeto (sono coinvolte per prima le articolazioni più distali e poi via via quelle più prossimali degli arti) con carattere aggiuntivo (tendenza della malattia a colpire sempre nuove articolazioni).

Il sintomo principale è il dolore, spontaneo, continuo, peggiorato dall’uso dell’articolazione. Il principale segno clinico è il gonfiore delle articolazioni causato dal versamento (accumulo di liquido infiammatorio) che si accumula nelle articolazioni interessate, dalla ipertrofia (ingrossamento) della membrana sinoviale e dal liquido che si accumula nei tessuti peri articolari. Ci può essere anche rossore e calore della pelle sopra le articolazioni infiammate.

I pazienti con artrite reumatoide possono avere sintomi extra-articolari legati alla localizzazione del processo reumatoide in sedi diverse quali cuore, polmoni, occhio.

La diagnosi di artrite reumatoide si basa su esami di laboratorio (tra i principali: VES Proteina C Reattiva, Fattore Reumatoide, anticorpi anti-citrullina) ed esami radiologici (radiografia tradizionale, ecografia, risonanza magnetica nucleare).

Negli ultimi anni si sono affermate nuove convinzioni sull’andamento della malattia e quindi sono state definite nuove strategie terapeutiche rispetto al passato. I processi infiammatori più importanti, quelli che condizionano il successivo andamento della malattia sono spesso precoci, si manifestano in una elevata percentuale di pazienti nei primi due anni di malattia per cui diventa di fondamentale importanza una corretta diagnosi precoce, al  primo manifestarsi della malattia e indispensabile l’inizio tempestivo di una terapia farmacologica completa.

La malattia va bloccata subito, possibilmente guarita o fatta decorrere nella maniera più benigna possibile. La diagnosi precoce ed un tempestivo e completo trattamento farmacologico sono essenziali.

I farmaci a disposizione per la terapia della artrite reumatoide sono molteplici e la ricerca farmacologica è in continua evoluzione. Si può dire che per ogni paziente esiste un trattamento ideale che può indurre, in alcuni casi, la guarigione e più spesso, la remissione della malattia. L’obiettivo fondamentale della terapia farmacologica dell’artrite reumatoide in fase precoce è eliminare la sinovite e l’attività di malattia per prevenire il danno articolare e la disabilità funzionale. Analoga importanza assume il trattamento sintomatico del dolore.

Nell’ambito della strategia terapeutica complessiva, nei pazienti affetti da malattia di lunga durata, può essere considerata anche la terapia chirugica e riabilitativa.